Cinemacontinuo: un viaggio come movimento tra le immagini

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Fino a questo punto del progetto si è parlato molto di viaggio in relazione a LucaniaLab. Parrebbe ovvio visto che chi ha lanciato il progetto è un ufficio istituzionale che si occupa di turismo, l’APT della Basilicata. Di questo se ne occupano Giovanni Boccia Artieri, Laura Gemini e Valentina Orsucci.
Per questo motivo il progetto del museo, date le premesse poste insieme a Giuseppe Granieri e ai ricercatori appena citati, l’ho concepito come un viaggio nelle immagini, meglio ancora, un movimento nelle immagini.

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Fotografia, fotogrammi e filmati sono tre momenti precisi di un nostro muoverci nello spazio delle immagini.
I mondi virtuali con la loro dimensione immersiva, svelano una qualità di questa “immersività”: il nostro abitare lo spazio è oggi una condizione di abitazione di immagini. Da Lescaux in poi, abitiamo spazi che sono spazi di immagine. Le immagini diventano non solo sfondi ma gli orizzonti del nostro agire quotidiano.

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Il museo non si limita a proporre immagini fisse.
Propone un allestimento di immagini in movimento, foto-frame che si spostano di schermo in schermo.
Il “film” si scompone e si distribuisce lungo il nastro che compone il cinemacontinuo, ricordando che il film è un’illusione: “un film rimane pur sempre un insieme di fotografie (24 al secondo) che proiettate nel tempo”* producono l’effetto del movimento. L’allestimento si pone a metà strada tra la visione di un film e la fotografia statica. Il movimento nello spazio per ricomporre le immagini attiva nello spettatore l’idea di “percorso” e di “durata” di una esperienza di viaggio.

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Il movimento per leggere il cinemacontinuo non solo si lega al movimento della pellicola. Richiede il movimento dell’avatar, che si trova così a viaggiare tre le immagine, ricostruire con il suo movimento il movimento delle immagini.
L’unica possibilità per cogliere il senso delle immagini è allora camminarci intorno, camminarci dentro, ripensare il movimento tra le immagini all’interno di un “piano sequenza”, di un movimento interno lungo il cinemacontinuo.
A contrappunto del nastro delle immagini gli oggetti, gli artefatti digitali di Tonino Lane, sapienti riproduzioni di oggettidella tradizione Lucana nell’ambiente di Second Life, testimonianza di un innovazione che arriva dal tempo e che esprime non la sola sapienza manuale ma una sapienza mentale (nello specifico Richard Sennet, L’uomo artigiano, Feltrinelli, 2009)

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Questo è il lavoro che è stato presentato la sera del 24 giugno a Lucania Lab ad un folto pubblico di avatar. Un primo step che individua un dispositivo che vedrà un programma di “sala” costruito intorno ai temi della Basilicata: il paesaggio Aglianico ecc.

Fabio Fornasari

* Bruno Di Marino, “Pose in movimento”, Bollati Boringhieri, 2009

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